Idiozia.
L’amore è un po’ come i bicchieri.
Cadono, vanno in frantumi.
Ti rompi anche le palle d’alzare i vetri, di buttare via i residui e a volte facendolo ti tagli.
Ma hai smesso mai di bere per un bicchiere rotto?
Non si smette d’amare per un amore andato a male.

~ Idiocy; - Lorena Mosca.

2 anni fa
Somigliamo a tanti pesci rossi in una vasca d’acqua.
E aspettiamo tutti l’amore proprio come un pesce rosso aspetta di esser ‘salvato’ dalla folla, in quella vasca.
Arriva l’amore, ci pesca.
Ma se è ossessivo, e sbagliato, ci ritroviamo in un’ampolla isolati dal resto e finiamo scaricati nel cesso.
L’amore vero, quello che salva, ‘pesca i pesci rossi’ e li lascia liberi dentro i fiumi.

~ Idiocy; - Lorena Mosca.

2 anni fa

Dovrebbero inventare il ‘rinvio’ per le persone, come fanno con le sveglie.
Quelle hanno pazienza quando vuoi dormire ancora, quando vuoi riprenderti un attimo.
Le persone invece fanno sempre molto chiasso anche se hai bisogno di silenzio e vanno via, senza capire che è solo il momento sbagliato per parlare troppo.



Lorena Mosca. 

2 anni fa

- Il tuo è un cuore troppo timido per amare.

2 anni fa

Morivo nel momento in cui iniziavi a vivermi dentro.

Era un anno che mancavo a me stessa.

Eri, sei, non sarai.

-Id.

2 anni fa
'Mal di (te)sta.'
2 anni fa | 1 nota
Scavo tra le macerie dell tue convinzioni a mani nude e rovinate, tra i pensieri invecchiati per trovare le tue risate anomale. 
 
Impalcature crollate e ginocchia consumate per correre al riparo.I pilastri in legno antico sgretolati dalle tue utopie in cemento armato.
E ho denunciato le occhiaie delle lunghe notti insonni, assassine dei tuoi sguardi sereni e insoliti.  
E ho provato invano a strapparti un sorriso, e preferivi invece che ti strappassero l’anima.  
Pulizie primaverili prolungate per rinchiudere la realtà nei ripostigli impolverati e i nostri attacchi asmatici che impediscono di riaprirli, ancora.
E ho acceso le luci del buio per le tue paure ingenue e intrattenuto la notte fonda per non farti disturbare.
E ho giocato a nascondino per cercarti nei ricordi e ingerito fumo nero per lasciarti respirare.
Aspiratori sempre spenti delle tue arterie inquinate e i labirinti architettati per perderci di vista.
Voce rauca di un amore urlato ai sordi, la prima della Scala per spettatori non vedenti. 
E ho colorato il bianco e nero dei tuoi incubi peggiori e ubriacato i tuoi demoni per riuscire a vomitarli.
E ho indossato fuoco ardente per incendiare i tuoi inverni interni e paralizzato gli orologi per viverti un istante.
Concretezze ipnotizzate dalle tue fantasie astratte e penisole terrestri inadatte ai sogni alieni.
Colloqui lavorativi di sentimenti pensionati e viaggi mentali annulati per lo sciopero dei mezzi.
E ho gridato alle finestre, mentre tu non eri in casa. 


-Id.                                                                                                                                                                      

Scavo tra le macerie dell tue convinzioni a mani nude e rovinate, tra i pensieri invecchiati per trovare le tue risate anomale.

 

Impalcature crollate e ginocchia consumate per correre al riparo.I pilastri in legno antico sgretolati dalle tue utopie in cemento armato.

E ho denunciato le occhiaie delle lunghe notti insonni, assassine dei tuoi sguardi sereni e insoliti.  

E ho provato invano a strapparti un sorriso, e preferivi invece che ti strappassero l’anima.  

Pulizie primaverili prolungate per rinchiudere la realtà nei ripostigli impolverati e i nostri attacchi asmatici che impediscono di riaprirli, ancora.

E ho acceso le luci del buio per le tue paure ingenue e intrattenuto la notte fonda per non farti disturbare.

E ho giocato a nascondino per cercarti nei ricordi e ingerito fumo nero per lasciarti respirare.

Aspiratori sempre spenti delle tue arterie inquinate e i labirinti architettati per perderci di vista.

Voce rauca di un amore urlato ai sordi, la prima della Scala per spettatori non vedenti. 

E ho colorato il bianco e nero dei tuoi incubi peggiori e ubriacato i tuoi demoni per riuscire a vomitarli.

E ho indossato fuoco ardente per incendiare i tuoi inverni interni e paralizzato gli orologi per viverti un istante.

Concretezze ipnotizzate dalle tue fantasie astratte e penisole terrestri inadatte ai sogni alieni.

Colloqui lavorativi di sentimenti pensionati e viaggi mentali annulati per lo sciopero dei mezzi.

E ho gridato alle finestre, mentre tu non eri in casa. 

-Id.                                                                                                                                                                      

2 anni fa | 1 nota

- I’m not in this movie and I’m not in this song, never. -

2 anni fa

theme by: heloísa teixeira